December 20, 2006

*** Tre stelle nel cuore

Roma, giovedì 21 dicembre, davanti all'Ambasciata dell'Iran, ore 20: manifestazione  a sostegno degli studenti di Teheran

E Il Foglio, giustamente, insiste sull’Iran, sui ragazzi che all’Amir Kabir, l’11 dicembre scorso, inscenarono una clamorosa manifestazione di protesta contro “il tiranno” Ahmadinejad. Che ne è stato, cosa ne sarà di quei giovani eroi? Possiamo noi, nell’Occidente libero e democratico, disinteressarci della loro sorte? Certo che no. La manifestazione indetta per domani sera, a Roma, davanti all’ambasciata iraniana (via Nomentana, angolo via Costanza, alle otto), si prefigge proprio di “non far sentire soli i giovani di Teheran.” Come un anno fa, Il Foglio si schiera, scende in piazza, protesta contro il tiranno. Con un soffio di poesia:



Da tre giorni M. non ha notizie di sua figlia. S. non ha partecipato alla protesta all’Amir Kabir, ma è considerata una nemica del regime. Parla come non dovrebbe parlare una timorata figlia della Rivoluzione. “Le ho chiesto di smetterla – dice M. – le ho detto che loro sono più forti di noi. S. mi ha risposto che la paura mi ha accecato i sensi, dice che il paese è vivo come il Simorgh”. E’ una magia degli iraniani trovare nell’ora dell’inquietudine, quando la ragione consiglia la fuga e il conformismo il silenzio, un posto alla poesia. Nel poema di Attar uno stormo di uccelli parte alla ricerca del mitico Simorgh. Soltanto trenta arriveranno a destinazione e allora si renderanno conto di essere essi stessi il Simorgh. I ragazzi che protestano sono già un altro Iran possibile, come il Simorgh.


Daniele Capezzone, intanto, propone ai bloggers di indossare o esporre sui blogs le famigerate tre stelle, quelle di cui ho riferito qui. E per una volta mi capita di essere d’accordo con lui—ancora non riesco a crederci, ma è proprio così ...


UPDATE 21/12/2006
Il banner "arigianale" che ho inserito all'inizio del post è a disposizione di chi desidera mostrarlo sul proprio blog.





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Iran, i giovani, i bloggers

Livio Caputo su Il Giornale di oggi:

Se la sorprendente affermazione dell’alleanza moderati-riformisti nelle elezioni iraniane di venerdì scorso troverà conferma nei risultati ufficiali, buona parte del merito andrà ai giovani, che al contrario di quanto avvenne lo scorso anno hanno si sono recati in gran numero alle urne, portando la partecipazione a oltre il 60%.
[…].
Sul ruolo fondamentale che i giovani, e in modo particolare gli studenti universitari, hanno avuto in questa evoluzione non ci sono dubbi. Appena la scorsa settimana, un gruppo di loro ha osato contestare apertamente, con grida di «Via il tiranno», il presidente Ahmadinejad, sfidando il potere, i pasdaran e la polizia religiosa con la determinazione di chi è convinto che, se anche nell’immediato sarà perseguitato, il tempo è dalla sua parte. Ma il contributo maggiore alla sorpresa elettorale è sicuramente arrivato dai circa centomila blogger attivi nel Paese, che hanno reso in breve il farsi la decima lingua più usata sul web. Questi operatori sono riusciti a sostituirsi surrettiziamente alla stampa indipendente, in gran parte soppressa dagli ayatollah, e a tenere viva la fiamma dell’opposizione presso gli oltre 7 milioni di fruitori di internet (su una popolazione di 70 milioni). Ogni tanto le autorità chiudono qualche blog e ne processano i titolari, ma la massa riesce a sfuggire alla censura in un continuo ricorso a nuovi trucchi. Secondo molti osservatori, proprio il massiccio ricorso ai blog ha impresso un’autentica svolta all’opinione pubblica, e con le sue critiche sempre più pungenti al regime, ha spinto molti oppositori a recarsi alle urne.[Leggi il resto]


Qualche informazione sui blogs iraniani si può trovare qui, mentre qui si può consultare una directory dei blogs in inglese scritti da iraniani residenti in Iran o sparsi per il mondo.



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