June 23, 2008

La forza di Silvio

Sul Sole-24 Ore di ieri—la domenica, si sa, c’è il magnifico inserto culturale e l’acquisto è quasi un obbligo—ho letto un paio di cose veramente interessanti. L’idea sarebbe quella di metterle qui entrambe, ma intanto procedo con la prima, l’altra si vedrà.

Giancarlo Santalmassi, a quanto ne so, è uno di sinistra, quindi l’intervento che riporto qui di seguito ha un valore aggiunto non trascurabile, essendo … una difesa molto ben argomentata di Silvio Berlusconi (titolo: "La forza di Silvio e la debolezza di Walter"). Siccome, a parte forse qualche dettaglio su cui si potrebbe discutere, condivido molto il ragionamento, non mi sembra il caso di aggiungere granché. Era, del resto, più o meno il post che avevo in mente di scrivere in questi giorni di infuocate polemiche.

La questione della credibilità, cioè del pulpito dal quale viene la predica (contra Berlusconi), mi sembra quella fondamentale. Praticamente da sempre, in Italia, un'anomalia si sostiene su un’altra di segno opposto ma di uguale peso. La storia, dunque, si ripete, anche se stavolta ci si aspettava che le cose andassero finalmente verso una normalizzazione. E tuttavia io non dispero: il povero Veltroni, forse, doveva cavalcare questa tigre di carta per via dei suoi problemini interni e dell'alleanza improvvida con Di Pietro, che è stata il suo unico errore da quando è alla guida del Pd. Ma il “ragazzo” non è uno sprovveduto, e si è ancora in tempo per aggiustare le cose. Certo, con calma, “pacatamente” …

Da quando è stato presentato il Dpef, circola una battuta: tanto di destra era percepita la Finanziaria di Padoa-Schioppa quanta di sinistra appare quella di Tremonti. Un paradosso che accade in un clima che in tre mesi ha smentito chi pensava che il centro-sinistra prodiano del 2006 fosse diverso da quello del 1996. E chi ha in1maginato, per un momento, che il Berlusconi delzo08 fosse diverso da quello del 2OOl.

Berlusconi per le leggi cui tiene moltissimo (quelle relative alla giustizia che riguardano anche lui), per il rapporto con i magistrati (alcuni) e per il rapporto con 1'informazione (in toto, meno la sua), e rimasto 10 stesso, sempre uguale. Qui si è infranta ogni ipotesi di colloquio o rapporto diverso tra maggioranza e opposizione. Anche se il quadro politico è completamente cambiato: Prodi e 1'Ulivo e l'Unione sono scomparsi, come la Casa e il Polo delle liberta, in un Parlamento dalla geografia assai semplificata. Berlusconi però e sempre a capo del centro-destra mentre nel centro-sinistra la guida è passa- ta a Veltroni. Ma la coincidenza della rottura del bon ton con il flop della terza assemblea costituente del Pd in otto mesi di vita, può far capire molte cose. Per esempio la difficoltà di ammettere che 1'operazione di cattura del voto centrista non è riuscita: parte dei voti radicali sono andati al Pd, all'Italia dei valori in particolare, a parziale compensazione dell'uscita verso il centro-destra proprio di quelli moderati.

Forse non è in questione la fondatezza delle critiche: se la questione morale e del conflitto di interessi è sentita all'estero ma non da noi, non ci sarà un problema di credibilità di chi le fa?

Tremonti, Sacconi e Brunetta, eccellenti ministri del Governo Berlusconi, sono di formazione socialista. Provengono cioè da quello spazio che dopo il suicidio del Partito socialista (suicidio vissuto come assistito assai dal Pci, quasi un assassinio) è ancora vuoto. Il Pd che avrebbe dovuto riempirlo, sa più di trasformismo che di trasformazione. L' elettore può aver pensato che la riproposizione del compromesso storico in sedicesimo nascondesse il solito giochino di potere. Sentir discutere ancora di dove sedersi a Strasburgo (con i socialisti europei? con i cattolici europei? 0 un raggruppamento nuovo?) non è esaltante. Come non lo è il tentativo di venerdì di recupero dell'Udc ma soprattutto dei socialisti (dopo averli risuicidati per l' ennesima volta alle ultime elezioni, avendogli preferito il giustizialista Di Pietro).

Può sollevare una questione penale (“se passa il cosiddetto salvapremier si fermano 100mila processi”) chi ha varato un indulto? Può sollevare una questione televisiva chi ha amplissima e storica corresponsabilità nella pessima gestione del servizio pubblico? Può parlare malissimo della nuova legge elettorale (che pessima è comunque) chi disse dei socialisti “sono un pericolo per la democrazia” quando proposero loro la proporzionale con sbarramento? Ma anche quando riformarono la previdenza e quando cancellarono i due punti di contingenza? E una novità supplire 1'assenza di controproposte col riproporre 1'ennesima scesa in piazza di massa in autunno? Una dirigenza autoreferente, capace solo di operazioni di vertice, guidate da eredi vecchi: il Cuperlo che si aggirava per 1'assemblea alla Fiera di Roma per dire «facciamo largo ai 40enni, andiamo tutti a casa» è uno che fra tre anni sarà 50enne. Forse è l' ora dei 30enni.



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