June 10, 2008

Campagna internazionale per la giustizia in Darfur


AL VIA ANCHE IN ITALIA LA CAMPAGNA INTERNAZIONALE PER LA GIUSTIZIA IN DARFUR


ITALIANS FOR DARFUR lancia un appello per la consegna dei criminali di guerra al Tribunale Penale Internazionale. Testimonials d’eccezione i NEGRAMARO.

"Roma, 5/6/08 – Parte oggi, anche in Italia, la campagna internazionale per la giustizia in Darfur, grazie alla collaborazione nata tra Italians for Darfur, associazione per i diritti umani in Darfur e membro della Save Darfur Coalition, e i Negramaro, una delle più importanti e note band italiane.“Giù le mani dagli occhi – Via le mani dal Darfur” è il messaggio del video, presentato in anteprima al concerto del 31 Maggio a San Siro, attraverso il quale i NEGRAMARO rilanciano l’appello di Italians for Darfur al Governo Italiano affinchè esprima profonda preoccupazione, presso le Nazioni Unite, per la volontà del governo sudanese di non consegnare alla Corte Penale Internazionale i due principali sospettati di crimini contro l’umanità, Ahmad Harun and Ali Kushayb.

Il video vuole essere anche una denuncia del silenzio dei media sulla crisi umanitaria in corso da oltre cinque anni in Darfur, che ha provocato oltre 300.000 morti e due milioni e mezzo di sfollati: i sei componenti della band salentina, che hanno gli occhi coperti da mani non proprie, sono seduti a semicerchio davanti a un televisore non sintonizzato.



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Il Tribunale Penale Internazionale ha emesso un mandato di arresto per i due principali sospettati di gravi crimini contro l’umanità da oltre un anno, dal 27 Aprile 2007. Ahmad Harun e Ali Kushayb, rispettivamente Ministro agli Affari Umanitari e capo della milizia janjaweed, hanno a loro carico ben 51 capi di accusa per crimini di guerra e crimini contro l’umanità, incluse esecuzioni sommarie, persecuzioni, torture e stupro, ma non sono stati ancora consegnati dal governo sudanese all’ autorità internazionale.

Italians for Darfur e le associazioni della Save Darfur Coalition chiedono che le Nazioni Unite adottino una nuova risoluzione affinchè il Sudan cooperi completamente con la Corte Penale Internazionale."

Il procuratore capo del Tribunale Penale Internazionale, Luis Moreno Ocampo, ha presentato un dettagliato rapporto il 5 giugno scorso sulla situazione dei diritti umani in Darfur al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, a New York. La notizia non ha avuto eco nei quotidiani e nei TG italiani*. E là dove si ferma la stampa, arriva Italian Blogs for Darfur, i bloggers di Italians for Darfur! ... diffondete! Grazie.

*il comunicato è stato tuttavia ripreso dalle agenzie ANSA, ADNKRONOS, APCOM e ILVELINO.

[Come da sollecitazione questo blog riprende e diffonde ... L'originale è qui.]

I cattolici del Pd sotto attacco

L’attacco è micidiale, senza spazio per “trattative” e accomodamenti. Sì, Famiglia Cristiana c’è andata giù pesante come non mai (si veda l’ampio resoconto sul Corriere di oggi), e adesso, appunto, per i cattolici del Pd giocarsela alla democristiana sarebbe una pia illusione, anzi, neanche tanto pia, a rigore, almeno stando alla sostanza del “ragionamento” sbattuto sul tavolo da Antonio Sciortino, direttore della rivista più diffusa nelle parrocchie italiane. E infatti la «teodem» Emanuela Baio Dossi ringrazia il direttore per aver messo il dito nella piaga e, senza tanti giri di parole, sentenzia: «Non si possono tenere insieme il diavolo e l'acqua santa». Il diavolo, naturalmente, sono i radicali. Sbatteteli fuori o con noi avete chiuso: questo è il succo. Neanche un articolo, in verità: un sms. E invece tre colonne, dal titolo «Il "peccato originale" di un partito fantasma», perché nessuno faccia finta di non capire.

Che dire? Difendiamo i radicali? Ma sì, alla fine ci tocca anche questo. E soprattutto difendiamo Veltroni, il “peccatore originario” (se mi si passa la licenza poetica). Ma non, ben inteso, per dar torto al settimanale cattolico, tutt’altro. A ciascuno il suo, cioè: ai radicali fare i radicali, a Veltroni fare il capo di un partito di stampo liberal, progressista e “pacatamente di sinistra,” e ad Antonio Sciortino fare il direttore di Famiglia Cristiana. In un paese che si sta “normalizzando,” infatti, dove volete che vadano i radicali? Con Formigoni e Giovanardi? Ma andiamo … E a chi dovrebbe tenere di più Veltroni, pena diventare lo zimbello dei partiti progressisti d’Europa, a Binetti o a Bonino?

Il problema, insomma, non sono i pannelliani, sono i «teodem». Poi, certo, ci sono le Rosi Bindi, i Castagnetti e i Franceschini, ma questa è gente che fa politica fin dai tempi della scuola materna, che ha fatto i propri ragionamenti e, se proprio devono scegliere, beh, per loro il diavolo, per dirla manzonianamente, non è brutto come lo si vuol dipingere, figuriamoci, dopo una vita trascorsa nei ranghi della Dc—non quella di De Gasperi, chiaro, ma quella del suo discepolo Andreotti, quella delle correnti, del sottogoverno, delle contiguità pericolose e degli abbracci soffocanti …

A loro può seccare, e molto, un aut-aut così brutale, ma solo perché, se restano dove sono, una bella paccata di voti la perdono di sicuro, ma se l’alternativa è Berlusconi e “la destra,” come suggerisce Sciortino, loro proprio non ci stanno, perché, innanzitutto, quelli per lo più son di sinistra, più ancora di Veltroni, per dire, e se stavano nella Dc era solo per via della perenne ambiguità di quel benedetto “partito di centro che marcia verso sinistra,” come esso stesso si definiva, lasciando che vi convivessero anime radicalmente diverse come quella dossettiana e quella dorotea. Ebbene, adesso che la marcia è finita che si dovrebbe fare? Ora che a sinistra ci sono finalmente arrivati, cosa vorreste che facessero?

Già, si potrebbe obiettare, e con la bioetica—la grande e dirompente novità di questi anni post-democristiani—come la mettiamo? In effetti. Ma, se posso azzardare un’ipotesi, secondo me, a loro, della bioetica, non importa un granché. Certo, potrei sbagliarmi, anzi, mi sbaglierò senz’altro, ci mancherebbe. Comunque, come si suol dire, chi vivrà vedrà. Se restano, però, vorrà dire che … Vabbè, ci siamo capiti.

Quel Travaglio del Marco

“I fatti vanno raccontati tutti: chi ne censura qualcuno è un disonesto che come tale prima o poi viene smascherato.” Parole sante, pronunciate in illo tempore da Indro Montanelli e restituite all’attualità da Gabriele Mastellarini—che scriverà pure sul Sole-24Ore, L’Espresso e Il Mondo, ma ha pure un blog e per giunta ottimo—per impartire una lezione di giornalismo perbene, di stile e quant’altro, a un tale di cui di tanto in tanto [nell'ordine] tocca occuparsi, ancorché obtorto collo, anche al sottoscritto, che ringrazia Paolo Guzzanti per la superba opera di informazione. Filippo Facci, inoltre, non è estraneo alla vicenda, alla quale, anzi, ha dato un contributo significativo.

Leggere, leggere, leggere (e pure con attenzione, ché c'è materia). Altro non s'ha da fare. Al resto, tanto, ci pensa l’inesorabile legge del Karma, che a volte pratica sentieri tortuosi, ma alla fine arriva sempre dove deve arrivare.