November 26, 2007

Lunga vita al Cavaliere

Non c’è niente da fare: la migliore chiave interpretativa della politica è letteraria—ed è già tanto che non si dica che la politica, in fondo, è pura poesia …, sulla qual cosa, tuttavia, sarebbe plausibile formulare qualche seria ipotesi di lavoro, qualora non volessimo farci mancare proprio nulla nel nostro eterno vagare alla ricerca di un senso in quella foresta di simboli che, appunto, è la politica.

Ehi, non pensate che, a forza di scervellarmi sulle ben note vicende, mi sia spinto troppo in là, oltre le Colonne d’Ercole della cara, vecchia razionalità cartesiana delle idee chiare e distinte, e mi stia addentrando sconsideratamente tra flutti perigliosi, avvolti da fitte nebbie imperscrutabili. No, non è questo il caso. E’ che ho appena finito di leggere quello che ha scritto oggi Adriano Sofri su Repubblica, e come al solito non ne sono uscito indenne. Né, per l’ennesima volta, mi azzarderò a sintetizzare o riassumere per sommi capi il suo pensiero, perché inevitabilmente lo banalizzerei.

Dico solo che Sofri si è occupato del Berlusconi resuscitato, o meglio di coloro che aspiravano a succedergli—novelli Bruti (e Cassii) alle prese con un Cesare un filo più accorto e diffidente—e delle cose che sono andate come sono andate. Un groviglio di calcoli anagrafici (che portano bene, assicura Sofri) e di scongiuri, con tanto di gufi un po’ grotteschi e molto, molto maldestri (e non saprei se pure un po’ rimbambiti). E poi altre storie parallele, tipo l'ordine di aprire il fuoco sul quartier generale impartito da Mao nel 1966, quello che scatenò la Rivoluzione Culturale. E poi ancora “la svelta adesione” di Daniele Capezzone—che di successioni mancate era fino a qualche giorno fa il massimo esperto in circolazione—“al Partito del Popolo pur mo' nato,” e l’astuto Giuliano Ferrara, che “non esclude nessuna frec­cia dal proprio arco, e a suo modo ha fatto molto per il Par­tito Democratico, e fa moltis­simo per il Partito del Popolo.”

Insomma, ottima letteratura, IMHO, di una classe cristallina di cui, oramai, solo la vecchia guardia sembra dotata—se Sofri non si offende per l’espressione affettuosamente “anagrafica,” epperò, mi pare, adeguata al contesto. La chiusa è degna di tutto il resto:

Vien quasi da dire che c'è una provvidenza. La meschi­nità di centrosinistra oscurava il vuoto pneumatico del centrodestra, tenuto assieme da due attese, quella melodram­matica della caduta di Prodi, e quella intrigante della giubilazione di Berlusconi. Prodi può sempre cadere, restano fior di professionisti dello sgambet­to: ma anche se succedesse, ora, la giubilazione politica di Berlusconi nel centrodestra è aggiornata a data da destinar­si.
[Leggi il resto]

E come evitare di aggiungere, per il bene di tutti, l’augurio che l’attesa abbia a essere molto, molto lunga, e soprattutto paziente? Questione di stile, oltretutto: forza, Cavaliere, fagliela vedere a quei gufi malefici!



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