August 24, 2006

Il mare ottobrino


Il mare ottobrino è qualcosa di unico. Non fa più caldo, non è ancora freddo. L’acqua è fresca. Il sole va e viene. Ora è scomparso dietro le nuvole. Grigio è il colore dominante, in varie gradazioni.

Dopo l’equinozio, il regno della luce e dei colori si è trasferito altrove, forse tra i boschi, lasciando sulle coste solo qualche sentinella. Laggiù uno scorcio azzurrino, all’estremità opposta il verde pallido delle dune.

Ora, quasi più nulla distingue questo scenario da quello del Mare del Nord.

Si è riappropriato di se stesso, geloso custode della propria ciclica solitudine. E’ il tempo del deserto, della meditazione. Quaranta lunghi giorni per ritrovarsi.

La bimba ha raccolto delle conchiglie. “Sono tutte reginette”. E’ chiaro, dopo l’equinozio, qui, solo per i bambini ci sono regali. E’ giusto così, che le sentinelle della luce parlino solo ai piccoli.

Cadono le prime gocce. Si torna a casa.
[Questo post, tratto da un appunto scritto il il 5 ottobre 2003, è stato pubblicato su windrosehotel.splinder.com il 29 novembre 2004. I commenti al post originale sono interessanti]

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