August 20, 2006

Il silenzio è d'oro

Antonio Tabucchi fa uno strano elogio del silenzio sul manifesto di oggi. Il silenzio del presidente Ciampi. L’incipit è degno di "Guerra e pace"—come è in fondo giusto che sia, dato il livello egregio di colui al quale il quotidiano comunista ha oggi affidato l’editoriale:


"Ci sono momenti nella vita e nella storia in cui un decoroso silenzio rivela tutta la statura morale della persona."

Grande, vero?

Ma non è niente, guardate qua:

"Da quando Berlusconi ha formato il suo governo, molti sono stati i momenti in cui il decoroso silenzio è stato superiore alle offese e alle volgarità. "Questo è il futuro ministro delle riforme istituzionali", disse Berlusconi a Ciampi presentandogli Umberto Bossi. Ciampi reagì con decoroso silenzio."

Ci sono parole per magnificare come si merita questo sublime esempio? Certo che no. E la conclusione di questa superba galoppata politico-letteraria è, se possibile, ancora più riuscita :
"Ciampi sarebbe dunque un pupazzo nelle mani di Berlusconi? La questione è cruciale per la democrazia italiana, ma forse per la classe politica è meglio che gli italiani non se la pongano. Sarà risolta forse in decoroso silenzio? Da ciò dedurremo che la costituzione italiana ha un solido garante: il silenzio."

L’editoriale si intitola Il silenzio è d’oro. Ce ne ricorderemo a lungo. E vorremmo che questo elogio del silenzio divenisse una regola, un must, un’aspirazione per tutti, ad eccezione, ovviamente, dei nostri cari manifestini: sul loro silenzio nessuno si faccia illusioni, nessuno ci speri. A Tabucchi, poi, la bocca non la tappa nessuno. Oltretutto, chi potrebbe elogiare il silenzio meglio di lui?

[Il presente post è stato pubblicato per la prima volta presso windrosehotel.ilcannocchiale.it il 2 luglio 2003]



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