February 16, 2007

Rudy in 7 minuti

Vengo da un periodo di super-lavoro (arretrato), e di conseguenza da una latitanza dal blog e dalla blogosfera in generale terminata ieri notte (cioè oggi, a rigor di data). Sto a poco a poco riprendendo l’ispezione dei blogs di abituale consultazione e, come prevedibile, trovo roba interessante ma datata. Ad esempio questo pezzo di Camillo-Christian Rocca su Rudy Giuliani. Apparso sul Foglio del 14 febbraio, chi lo avesse perso farebbe bene a non lasciarselo scappare un’altra volta. Ottimo per capire quali chances può avere l’ex primo cittadino di New York—o “the America’s mayor”, come continuano a chiamarlo alla Fox News—nella corsa alla candidatura repubblicana alle prossime presidenziali USA.

Suggestiva la conclusione del quadretto. George Will, del Washington Post, è convinto che presso l’elettorato Rudy avrà il vantaggio della "domanda dei 7 minuti:"

“Al momento della scelta la gente si porrà la domanda dei 7 minuti. Scenario da incubo, siete il consigliere per la sicurezza nazionale. Venite svegliati nel pieno della notte. Avete 3 minuti per ricevere i dettagli di un imminente attacco agli Stati Uniti. Il presidente, da voi avvisato, ha 4 minuti per rispondere. E ora: chi è il candidato che si adatta meglio alla domanda dei 7 minuti?”



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6 comments:

  1. Ah, beh, se Rocca capisce di personaggi come capisce di guerra irachena, come capisce di Plamegate, come capisce di Iran, direi che i democratici hanno buone chances.

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  2. No, io non ho detto" dico" , ho detto " direi"
    Se si capisce la differenza.

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  3. Il senso era:

    Se lo dici tu (che "se Rocca capisce di personaggi come capisce di guerra irachena, come capisce di Plamegate, come capisce di Iran, diresti [direi] che i democratici hanno buone chances.")

    Se si capisce la differenza.

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  4. No!? Davvero era quello, il senso? Ma guarda, non ci sarei mai arrivata.

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